La discussione mi sembra molto interessante e condivido il pensiero di quei colleghi e di quelle colleghe che indicano come serva una seria alfabetizzazioen digitale per un uso corretto e responsabile dell'AI, mettendo anche in guardia dai bia simpliciti che i sistemi di AI possono riproporre dai loro LLM di addestramento.
Da insegnante credo che bisogna sempre credere nei ragazzi e nelle loro potenzialità, di cui noi vediamo solo una piccola parte, che dobbiamo custodire e far crescere. Sono stato positivamente stupito dai risultati di molti alunni che hanno trovato educatori che hanno investito tempo, risorse e fiducia nella loro crescita umana e professionale.
Credo profondamente nella frase che afferma "nessun/a bambino/a è perduto se c'è un insegnante che crede in lui/lei".
Penso che sia necessario considerare anche gli effetti distorsivi della valutazione e le profezie autoavverantesi, mostrate dall'esperimento di Rosenthal nel 1965.
Nel 1965, lo psicologo di Harvard Robert Rosenthal descrisse la cosiddetta profezia che si autoavvera a seguito di un esperimento sociale, noto come “l’esperimento Rosenthal”. In questo studio, gli insegnanti vennero informati che alcuni dei loro studenti erano stati selezionati in base a un test per essere “scienziati in erba” con un grande potenziale intellettuale. In realtà, questi studenti erano stati scelti casualmente.
Gli insegnanti erano più inclini a fornire supporto, assegnare compiti più impegnativi e dare feedback positivi a questi studenti, che migliorarono le loro prestazioni scolastiche nel corso dell’anno accademico, dimostrando un effettivo aumento del loro QI. Questo miglioramento, tuttavia, non era dovuto a un innato potenziale superiore, ma piuttosto alle aspettative degli insegnanti che avevano creato una profezia che si autoavverava.
In esperimenti successivi, a conferma del potere delle aspettative, si è visto che lo stereotipo di genere per il quale le donne sono peggiori in matematica non è vero. Le loro performance, infatti, risultavano peggiori spesso a causa dell’idea comune che non fossero capaci in quella materia.