“Le Strategie dell'Engagement. Dal Dover Fare al Voler Fare”.
Docenti e Alunni protagonisti di una nuova didattica
Sono felice di condividere le riflessioni emerse dal nostro recente Meet Talk, tenutosi all'interno della community Google ELP Leader Circle Italia. L'incontro, ispirato al libro "Le Strategie dell'Engagement, dal dover fare al voler fare" di Mauro Sabella e Chiara Beltramini, ha messo al centro un tema cruciale per la scuola di oggi: il coinvolgimento attivo di docenti e alunni. Non si tratta solo di "fare lezione", ma di trasformare il “dover fare" in un desiderio autentico di partecipazione e apprendimento, ovvero il "voler fare".
La didattica che coinvolge: oltre il compito
Il cuore dell'engagement risiede nella capacità di creare una didattica differente e ingaggiante. Questo significa abbandonare la routine della lezione frontale e del compito standardizzato per abbracciare metodologie che mettano in moto l'energia e la curiosità degli studenti.
Gli spunti offerti dai nostri ospiti sono stati molto chiari:
- motivare gli alunni all'apprendimento: l’apprendimento non deve essere percepito come un'imposizione, ma come un problema da risolvere o una domanda stimolante.
- Ingaggiare con il quotidiano: la didattica più efficace è quella che parte dal mondo reale. Attività che collegano la teoria a situazioni concrete, sfruttando magari l'attualità o gli interessi degli studenti rendono l'apprendimento immediatamente rilevante.
Come possiamo stimolare il passaggio dalla passività all'azione? La risposta è nella pratica. Le attività concrete – come i progetti STEM o le simulazioni linguistiche – trasformano gli alunni da semplici spettatori a protagonisti attivi del loro percorso formativo.
Il docente: cuore dell'innovazione
Non possiamo parlare di engagement degli alunni senza affrontare il ruolo e la motivazione degli insegnanti: un docente coinvolto e motivato può accendere la scintilla nei propri studenti.
Durante il talk è emerso con forza che il docente deve imparare facendo.
- Superare la resistenza all'innovazione: spesso, il cambiamento didattico genera timore o fatica. Tuttavia, l'unica strada per ovviare alla resistenza all'innovazione è l'esperienza diretta. Provare nuove metodologie, anche in piccolo, e constatarne l'efficacia sul campo, è il motore del cambiamento.
- Mettersi in gioco: l’engagement richiede coraggio. Significa essere disposti a mettersi in gioco, a sperimentare, ad accettare che non tutto andrà subito per il verso giusto. Solo così il docente può liberarsi dalla gabbia del "dover fare" e trovare nuove energie creative.
La tecnologia, e in particolare il riferimento all'Intelligenza Artificiale emerso nel talk, non è un sostituto, ma un potente alleato. L'AI può aiutare il docente a strutturare risorse ingaggianti e personalizzate, liberando tempo prezioso da dedicare alla cura della relazione didattica, che rimane il fondamento di ogni apprendimento significativo.
Un invito alla riflessione
Il talk si è concluso con l'affermazione della centralità del docente in questo processo. La vera strategia di engagement non è una tecnica, ma una filosofia che richiede consapevolezza, sperimentazione e passione.
Chiediamoci: quanto del nostro agire quotidiano a scuola è "dover fare" e quanto è invece già "voler fare"?
Vi invito a riflettere su questo passaggio fondamentale. La scuola del futuro è quella in cui docenti e alunni sono mossi da un autentico desiderio di partecipare. Solo costruendo insieme questo "voler fare" potremo dare forma a un apprendimento realmente efficace e appagante.
E voi, quale strategia mettereste in atto per aumentare l'engagement in classe?